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carta di debito

Bancomat non ha erogato i soldi: cosa fare per riaverli

Prelievo non erogato ma addebitato: cosa fare allo sportello, come contestarlo e quando tornano i soldi. Tocca alla banca provare che il contante è uscito.

In breve

  • Se il bancomat non ti ha dato i soldi, controlla nell'app se il prelievo è solo in sospeso: in quel caso l'importo è prenotato e la prenotazione si annulla da sola, con N26 al massimo entro 12 giorni lavorativi.
  • Se il prelievo risulta addebitato, contestalo subito alla banca che ha emesso la carta, anche se lo sportello era di un'altra banca, indicando data, ora, importo e sportello e allegando lo scontrino se c'è.
  • Per la legge sui servizi di pagamento tocca alla banca dimostrare che il prelievo è andato a buon fine, con il registro delle operazioni dello sportello e il conteggio del contante rimasto dentro.
  • Contro un rifiuto della banca puoi fare un reclamo, a cui deve rispondere entro 15 giorni lavorativi, e poi ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario, che costa 20€.

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Il bancomat ha chiuso l'operazione senza dare le banconote, o ne ha date meno di quelle chieste, e il prelievo compare lo stesso nell'app. Se l'importo è solo prenotato, la prenotazione si annulla da sola; se è già addebitato, lo chiedi indietro alla tua banca con una contestazione, e tocca alla banca dimostrare che il contante è uscito. Se invece lo sportello ha trattenuto la carta, i passi da seguire sono nella guida sulla carta trattenuta dal bancomat.

Cosa fare subito allo sportello

Prima di andare via raccogli le informazioni che la banca ti chiederà e controlla che lo sportello non sia stato manomesso.

  1. Tieni lo scontrino, se lo sportello lo stampa. Se non lo stampa, annota data, ora, importo, indirizzo e banca dello sportello e fotografa lo schermo.
  2. Guarda la fessura da cui escono le banconote: graffi, adesivi o parti che si muovono sono segni di manomissione. In quel caso non allontanarti e chiama la banca o le forze dell'ordine.
  3. Se lo sportello è in una filiale aperta, entra e segnala subito il problema al personale.
  4. Controlla nell'app o nell'home banking come compare il prelievo.

Prelievo in sospeso o addebitato: cosa vedi nel conto

Se nell'app il prelievo compare come operazione in sospeso, l'importo è solo prenotato sul saldo e, quando lo sportello non ha erogato i soldi, la prenotazione si annulla da sola. Con Revolut, per esempio, la data in cui il prelievo verrà annullato si legge nella sezione «Stato» dell'operazione.

Se il prelievo compare come addebitato, cioè contabilizzato nel conto, non si annulla da solo e va contestato alla banca. Se invece nel conto non c'è nessun movimento, lo sportello ha rifiutato l'operazione: le cause possibili, dal saldo al PIN, sono nella guida sulla carta rifiutata, e i tetti giornalieri e mensili nella guida al limite di prelievo al bancomat.

Prelievo in sospeso o addebitato: cosa vedi nel conto · dati verificati il 14 ottobre 2026
Cosa vedi nel contoCosa significaCosa fare
Nessun movimentoLo sportello ha rifiutato il prelievoControlla saldo, limite di prelievo e PIN
Prelievo in sospesoL'importo è prenotato sul saldoAspetta che la prenotazione si annulli e contesta se resta
Prelievo addebitatoL'operazione è stata contabilizzataContesta subito il prelievo alla tua banca
Addebito intero, banconote in menoErogazione parzialeContesta indicando la somma ricevuta
Due addebiti per un solo prelievoDoppio addebitoContesta l'addebito in più

Come contestare il prelievo alla tua banca

La contestazione va fatta alla banca che ha emesso la carta, dall'app, dall'area clienti o con il modulo per la mancata erogazione di contante, anche quando lo sportello è di un'altra banca. I moduli di Intesa Sanpaolo e di BNL, per esempio, hanno una voce per il contante non ricevuto e una per quello ricevuto solo in parte, e quello di Intesa Sanpaolo anche una per il prelievo addebitato più volte.

Nella richiesta indica data, ora e importo del prelievo, l'indirizzo dello sportello e la banca che lo gestisce, quello che è comparso sullo schermo e quanto contante hai ricevuto, se ne hai ricevuto una parte. Allega lo scontrino o l'estratto conto con l'addebito.

Con i conti online la contestazione parte dall'app o dal sito di assistenza. N26 chiede di compilare il suo modulo di contestazione se la prenotazione non scade entro 12 giorni lavorativi; con Revolut, per un prelievo già completato, si apre una contestazione dall'app, sull'operazione.

Il prelievo non erogato è un'operazione che hai chiesto tu, con carta e PIN, e che lo sportello non ha eseguito correttamente. Un'operazione che non hai mai fatto, per esempio con una carta clonata, si disconosce invece con la procedura spiegata nella guida su come contestare un addebito non autorizzato. In entrambi i casi la legge sui servizi di pagamento ti dà fino a 13 mesi dall'addebito per chiedere la correzione, ma chiede di segnalare il problema senza indugio, appena te ne accorgi.

In quanto tempo tornano i soldi

Se il prelievo è solo in sospeso, l'importo torna quando la prenotazione scade, senza bisogno di fare nulla: N26 indica da poche ore a 12 giorni lavorativi, e Revolut non può stornare il prelievo prima della data indicata nell'app.

Per un prelievo già addebitato i tempi dipendono da come la banca gestisce la contestazione. Alcune banche rimborsano subito e riaddebitano l'importo se le verifiche dimostrano che il contante è uscito. Con il modulo di Intesa Sanpaolo il rimborso arriva entro la giornata operativa successiva alla ricezione, se la banca lo riceve entro le 15:30, salvo un motivato sospetto di frode; se poi le verifiche dimostrano che il prelievo era regolare, la banca può riaddebitarlo entro 120 giorni. Il modulo di BNL avverte che, se dalle verifiche risulta che l'operazione è stata eseguita correttamente, la banca manda la documentazione e il preavviso di riaddebito. In altri casi il rimborso arriva dopo le verifiche sullo sportello.

Come la banca verifica se i soldi sono usciti

La banca confronta due documenti dello sportello: il giornale di fondo, il registro in cui lo sportello annota ogni operazione con i codici delle anomalie, e la quadratura, il conteggio del contante presente nello sportello confrontato con le operazioni registrate. Se la quadratura trova banconote in più per l'importo del tuo prelievo, i soldi non sono usciti.

Per la legge sui servizi di pagamento, quando sostieni che un'operazione non è stata eseguita correttamente, tocca alla banca dimostrare che è stata autenticata, registrata e contabilizzata in modo corretto e che non ha subito malfunzionamenti. L'Arbitro Bancario Finanziario considera necessari il giornale di fondo dell'intera giornata e il verbale della quadratura: se la quadratura non trova eccedenze e il registro non segna anomalie, di regola dà ragione alla banca. In un caso deciso dall'Arbitro le banconote erano uscite più di tre minuti dopo la richiesta e per questo non erano state ritirate; la banca aveva prodotto solo un estratto del registro, senza la quadratura, e ha dovuto restituire i 250€ del prelievo.

Anche le tue prove contano, a partire dallo scontrino e da una segnalazione fatta subito, con l'ora esatta del prelievo. Se pensi che le immagini delle telecamere possano mostrare cosa è successo, segnalalo il giorno stesso: si conservano solo per pochi giorni, e se sospetti un reato la banca di solito chiede una denuncia prima di acquisirle.

Sportello di un'altra banca o all'estero

Con lo sportello di un'altra banca la procedura non cambia: la contestazione va alla tua banca, che fa le verifiche con chi gestisce lo sportello. Puoi avvisare anche il gestore dello sportello, e Revolut consiglia ai suoi clienti di contattarlo per primo quando un prelievo ha problemi. Chi ha un conto senza filiali, come Revolut o N26, preleva sempre da sportelli di altre banche e apre la richiesta dall'app; quanto costano quei prelievi è spiegato nella guida al prelievo da un'altra banca.

All'estero la carta funziona sul circuito internazionale, Visa o Mastercard, e la tua banca recupera l'importo con una contestazione sul circuito, la stessa procedura usata per il chargeback.

Banconote bloccate nella fessura: il cash trapping

Se le banconote non escono, la causa può essere un falso frontalino applicato alla fessura del contante: è il cash trapping, una tecnica con cui i truffatori trattengono il denaro e lo recuperano quando il cliente, convinto di un guasto, si è allontanato.

Prima di prelevare controlla che lo sportello non abbia segni di manomissione e, se qualcosa non ti convince, annulla l'operazione. Se il contante resta dentro, non andare via, chiama la banca o le forze dell'ordine e diffida degli sconosciuti che si offrono di aiutarti. Quando puoi scegliere, preleva dagli sportelli all'interno delle banche o in luoghi illuminati e frequentati. Come bloccare la carta dall'app e le altre difese sono nella guida sulla sicurezza delle carte.

Se la banca non rimborsa: reclamo e Arbitro Bancario Finanziario

Se la banca respinge la contestazione o non risponde, scrivi un reclamo all'ufficio reclami: per i servizi di pagamento, come i prelievi con carta, la banca deve rispondere entro 15 giorni lavorativi. In casi eccezionali può mandare una risposta interlocutoria che spiega il ritardo, ma la risposta definitiva deve arrivare entro 35 giorni lavorativi.

Se la risposta non ti convince, puoi ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario. Il ricorso si presenta online, senza avvocato, entro 12 mesi dal reclamo, e costa 20€, che la banca ti restituisce se il ricorso viene accolto anche solo in parte. L'Arbitro decide entro 90 giorni da quando il fascicolo è completo, un termine che nei casi complessi può essere prorogato fino a 90 giorni. Le sue decisioni non sono vincolanti, ma la banca che non le rispetta viene indicata come inadempiente sul sito dell'Arbitro.

Nel reclamo indica tutte le operazioni contestate e tutto quello che chiedi, perché l'Arbitro esamina solo le richieste che hai già fatto alla banca.

Domande frequenti

Cosa fare se il bancomat non dà i soldi ma li addebita?

Segnala subito il prelievo non erogato alla tua banca, dall'app o con il modulo di contestazione, indicando data, ora, importo e indirizzo dello sportello e allegando lo scontrino se lo hai. Prima controlla nell'app se il movimento è solo in sospeso, perché in quel caso la prenotazione si annulla da sola. Se pensi che lo sportello sia stato manomesso, non allontanarti e chiama la banca o le forze dell'ordine.

In quanto tempo tornano i soldi di un prelievo non erogato?

Se il prelievo è solo prenotato, l'importo torna quando la prenotazione scade: N26 indica da poche ore a 12 giorni lavorativi, Revolut mostra nell'app la data in cui il prelievo verrà annullato. Se il prelievo è già addebitato, i tempi cambiano da banca a banca: con il modulo di Intesa Sanpaolo, per esempio, il rimborso arriva entro la giornata operativa successiva alla ricezione, salvo un motivato sospetto di frode.

Se lo sportello era di un'altra banca, a chi chiedo il rimborso?

Il rimborso si chiede alla tua banca, cioè a quella che ha emesso la carta e ti ha addebitato il prelievo, anche quando lo sportello è di un'altra banca. Puoi avvisare anche chi gestisce lo sportello: Revolut, per esempio, consiglia ai suoi clienti di contattarlo per primo.

Come fa la banca a sapere se lo sportello ha erogato i soldi?

La banca confronta il giornale di fondo, il registro in cui lo sportello annota ogni operazione e ogni anomalia, con la quadratura, il conteggio del contante presente nello sportello. Banconote in più rispetto alle operazioni registrate indicano che il prelievo non è stato erogato; senza eccedenze e senza anomalie nel registro, anche l'Arbitro Bancario Finanziario di regola dà ragione alla banca.

Entro quando si contesta un prelievo non erogato?

La legge sui servizi di pagamento dà al massimo 13 mesi dall'addebito, ma chiede di segnalare il problema senza indugio, appena te ne accorgi. Conviene farlo il giorno stesso, quando le verifiche sullo sportello sono più semplici e le registrazioni delle telecamere non sono ancora state cancellate.

Cosa fare se la banca non rimborsa il prelievo non erogato?

Presenta un reclamo scritto all'ufficio reclami della banca, che per i servizi di pagamento deve rispondere entro 15 giorni lavorativi, e se la risposta non ti convince ricorri all'Arbitro Bancario Finanziario. Il ricorso si presenta online senza avvocato entro 12 mesi dal reclamo e costa 20€, che la banca ti restituisce se il ricorso viene accolto anche solo in parte.

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