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carta di credito

Chargeback sulla carta: come riavere i soldi dal venditore

Merce mai arrivata o abbonamento addebitato dopo la disdetta: come chiedere il chargeback, di solito entro 120 giorni, e cosa fare se la banca rifiuta.

In breve

  • Il chargeback è lo storno di un pagamento con carta che chiedi alla tua banca quando il venditore non consegna, consegna merce diversa o difettosa, non rimborsa un reso o continua ad addebitare un servizio disdetto.
  • Nasce dalle regole dei circuiti Visa, Mastercard e American Express e dal contratto della carta: in genere va chiesto entro 120 giorni dall'addebito.
  • Prima scrivi al venditore e conserva le prove; se hai solo cambiato idea vale il diritto di recesso di 14 giorni, mentre per un prodotto difettoso c'è anche la garanzia legale di 24 mesi.
  • Per un pagamento che non hai autorizzato la procedura è un'altra e nasce dalla legge sui servizi di pagamento, non dalle regole dei circuiti.

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Hai pagato con la carta e il pacco non è mai arrivato. Oppure hai disdetto un abbonamento e l'addebito continua ad arrivare, o hai restituito un prodotto e il rimborso non si vede. Se il venditore non risolve, puoi chiedere alla tua banca di stornare il pagamento: si chiama chargeback.

Il chargeback riguarda i pagamenti che hai autorizzato tu e che il venditore non ha onorato. Se l'addebito non l'hai fatto tu, per esempio perché ti hanno clonato la carta, la procedura è un'altra ed è spiegata nella guida su come contestare un addebito non autorizzato. Se a convincerti è stata una telefonata, parti dalla guida sulla truffa del finto operatore di banca. Le difese da attivare prima, per non arrivare a nessuno di questi casi, sono nella guida sulla sicurezza delle carte online.

Cos'è il chargeback

Il chargeback, o storno di addebito, è la richiesta alla banca che ha emesso la carta di annullare un pagamento. La banca inoltra la contestazione al circuito (Visa, Mastercard o American Express), che la passa alla banca del venditore; il venditore può accettarla o rispondere con le sue prove.

Il chargeback non è un diritto previsto dalla legge sui servizi di pagamento, come succede invece per le operazioni non autorizzate. È una tutela in più che nasce dagli accordi tra banche, circuiti e venditori: tempi e condizioni dipendono dalle regole del circuito e dal contratto della tua carta, e il rimborso non è garantito.

Quando puoi chiederlo

  • Merce pagata e mai consegnata, dopo che hai sollecitato il venditore.
  • Merce diversa da quella ordinata, contraffatta o difettosa, se il venditore non la ritira e non la sostituisce.
  • Servizio pagato e non reso, per esempio un evento annullato senza rimborso.
  • Abbonamento addebitato dopo la disdetta.
  • Reso accettato dal venditore senza che il rimborso arrivi.
  • Lo stesso acquisto addebitato due volte, o un importo diverso da quello concordato.

Quando non funziona

  • Hai cambiato idea su un acquisto arrivato e conforme. Per gli acquisti online e a distanza c'è il diritto di recesso: di solito 14 giorni dalla consegna per comunicarlo al venditore.
  • Il prodotto corrisponde alla descrizione ma non ti piace.
  • Hai pagato con un bonifico: il chargeback esiste solo per i pagamenti con carta.
  • L'acquisto è regolare e l'hai ricevuto. Contestarlo comunque è scorretto, e il venditore può dimostrare la consegna.

Per un prodotto difettoso, oltre al chargeback, hai la garanzia legale di conformità: 24 mesi dalla consegna per i beni nuovi, nei confronti del venditore, che deve riparare, sostituire o rimborsare.

Come si chiede, passo per passo

Scrivi prima al venditore

Chiedi la consegna, la sostituzione o il rimborso per email o dal servizio clienti del sito, e conserva ogni messaggio. Dagli un termine ragionevole per rispondere: le prove che hai cercato di risolvere con il venditore rafforzano la contestazione.

Apri la contestazione con la banca

Contatta la banca che ha emesso la carta, non il circuito: dall'app, dall'area clienti, per telefono o per iscritto. Indica data, importo ed esercente, spiega cosa non è andato e allega le prove. Per le carte American Express la contestazione si apre con American Express, che è insieme emittente e circuito.

Prepara le prove

Prepara le prove · dati verificati il 10 ottobre 2026
CasoCosa allegare
Merce non consegnataConferma d'ordine, data di consegna promessa, messaggi con il venditore, tracciamento della spedizione se c'è
Merce diversa o difettosaFoto del prodotto, descrizione dell'annuncio, richiesta di reso o di sostituzione
Abbonamento disdettoConferma della disdetta e addebiti successivi
Rimborso non arrivatoConferma del reso o del rimborso da parte del venditore
Doppio addebitoEstratto conto con i due addebiti e ricevuta dell'acquisto

Cosa succede dopo

La banca invia la contestazione al circuito, il venditore ha un periodo per rispondere e il circuito decide in base alle prove. La pratica può durare settimane. Alcune banche riaccreditano l'importo in via provvisoria mentre la contestazione è in corso; se il venditore dimostra di avere ragione, quell'importo viene riaddebitato.

I termini dei circuiti

Visa e Mastercard danno in genere 120 giorni dall'addebito per aprire una contestazione. Se la merce non è arrivata, il termine può partire dalla data di consegna prevista, e in alcuni casi particolari è più lungo. Il contratto della tua carta può fissare termini propri, e la banca ha bisogno di tempo per istruire la pratica: muoviti appena è chiaro che il venditore non risolverà.

Carte di debito e prepagate

Il chargeback vale anche per le carte di debito e prepagate dei circuiti internazionali, come Visa e Mastercard. La differenza pratica riguarda i soldi: con una carta di debito sono già usciti dal conto e tornano a pratica conclusa, salvo un accredito provvisorio; con una carta di credito l'importo compare nell'estratto conto e, se la contestazione va a buon fine, viene stornato.

Per capire come funzionano i diversi tipi di carta c'è la guida su come funziona una carta di credito.

Se la banca rifiuta

Chiedi le motivazioni per iscritto. Se pensi che la banca non abbia gestito bene la richiesta, presenta un reclamo scritto: per i servizi di pagamento deve rispondere entro 15 giorni lavorativi. Dopo il reclamo puoi ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario, che costa 20€ (restituiti se il ricorso viene accolto anche in parte) e decide sul comportamento della banca, non sulla lite con il venditore.

Contro il venditore restano le strade ordinarie: la segnalazione all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, se pensi a una pratica commerciale scorretta, e il giudice per recuperare quanto hai pagato.

Carte con una tutela in più sugli acquisti

Alcune carte di credito aggiungono un'assicurazione sugli acquisti, che si affianca al chargeback. La Carta Verde American Express, per esempio, include una protezione d'acquisto per 90 giorni, fino a 1.300€ per evento e 3.500€ l'anno, con una franchigia di 50€; smartphone e tablet sono esclusi. Per confrontare costi e coperture parti dal confronto tra le carte o dalla classifica delle migliori carte di credito.

Domande frequenti

Cos'è il chargeback?

È la richiesta alla banca che ha emesso la carta di stornare un pagamento quando il venditore non ha rispettato gli accordi: merce non consegnata, diversa o difettosa, servizio non reso, rimborso mai arrivato. La banca inoltra la contestazione al circuito della carta, che coinvolge la banca del venditore.

Entro quanto tempo si può chiedere il chargeback?

In genere entro 120 giorni dall'addebito, secondo le regole dei circuiti; per la merce non consegnata il termine può partire dalla data di consegna prevista. Il contratto della tua carta può indicare termini diversi, quindi conviene muoversi appena è chiaro che il venditore non risolve.

Il chargeback vale anche per carte di debito e prepagate?

Sì, se la carta è di un circuito internazionale come Visa o Mastercard. Con una carta di debito, però, i soldi sono già usciti dal conto e tornano a pratica conclusa, salvo che la banca li riaccrediti prima in via provvisoria.

Posso chiedere il chargeback se ho cambiato idea?

No. Se il prodotto è arrivato ed è conforme ma non lo vuoi più, usa il diritto di recesso: per gli acquisti a distanza hai 14 giorni per comunicarlo al venditore, di solito dalla consegna. Il chargeback serve quando il venditore non rispetta gli accordi.

Cosa succede se il venditore si oppone?

Il venditore può rispondere con le sue prove, come la ricevuta di consegna o le condizioni di vendita che hai accettato. Se il circuito gli dà ragione, l'importo che la banca ti aveva eventualmente accreditato in via provvisoria ti viene riaddebitato.

Cosa faccio se la banca rifiuta il chargeback?

Chiedi le motivazioni per iscritto e, se pensi che la banca non abbia gestito bene la richiesta, presenta un reclamo: per i servizi di pagamento deve rispondere entro 15 giorni lavorativi. Poi puoi ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario, che decide sul comportamento della banca e non sulla lite con il venditore.

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