Nel 2026 in Italia il limite ai pagamenti in contanti è di 5.000€: la legge vieta di trasferire in contanti da una persona a un'altra una somma di 5.000€ o più, quindi il pagamento più alto consentito è di 4.999,99€. La soglia è in vigore dal 1° gennaio 2023 e la legge di bilancio per il 2026 non l'ha cambiata. Sopra il limite si paga con bonifico, carta o assegno non trasferibile, e chi paga e chi incassa oltre la soglia rischiano entrambi una sanzione da 1.000€ a 50.000€.
Quanto si può pagare in contanti nel 2026
Il limite è nell'articolo 49 del decreto legislativo 231/2007, la legge antiriciclaggio: è vietato il trasferimento di denaro contante, in euro o in valuta estera, tra soggetti diversi quando il valore è pari o superiore a 5.000€. Un pagamento di 4.999,99€ in contanti è regolare, uno di 5.000€ esatti no.
Il divieto vale «a qualsiasi titolo», quindi comprende acquisti, regali, prestiti, rimborsi e caparre. Vale tra privati, tra un cliente e un negozio o un professionista, tra aziende e anche tra parenti, perché un genitore e un figlio sono soggetti diversi. Sopra la soglia il denaro può passare solo attraverso banche, Poste Italiane, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica, cioè con un bonifico, una carta o un assegno.
Prima del 2023 la soglia era di 2.000€, e tra il 2016 e la metà del 2020 era di 3.000€. A dicembre 2025 un emendamento alla legge di bilancio per il 2026 proponeva di alzarla a 10.000€, con un'imposta di bollo di 500€ su ogni pagamento in contanti tra 5.001€ e 10.000€. L'emendamento è stato ritirato il 17 dicembre 2025 e la soglia è rimasta di 5.000€.
Pagamenti a rate e importi divisi
Dividere un pagamento unico in più consegne di contanti sotto i 5.000€ non aggira il limite: la legge vieta anche i pagamenti che appaiono «artificiosamente frazionati». Pagare in contanti un'auto usata da 8.000€ con due buste da 4.000€ consegnate a pochi giorni di distanza è una violazione.
Più pagamenti sotto soglia non violano il divieto quando dipendono dal tipo di contratto, come una fornitura pagata a scadenze, o da un accordo preso in anticipo tra le parti, come una rateizzazione: lo indicano le risposte del ministero dell'Economia sull'uso del contante. L'amministrazione valuta comunque caso per caso se le rate servono solo a eludere la soglia, quindi conviene che l'accordo sia scritto e precedente ai pagamenti.
Versamenti e prelievi sul proprio conto
Il limite non riguarda versamenti e prelievi di contanti sul proprio conto, perché non sono passaggi di denaro tra persone diverse: si possono versare o prelevare anche più di 5.000€. La banca applica comunque i controlli antiriciclaggio sui movimenti di contante e può chiedere da dove arriva o a cosa serve una somma importante.
Consegnare a un'altra persona i contanti appena prelevati è invece un trasferimento tra soggetti diversi, e lì il limite torna a valere. Per dare 6.000€ a un figlio serve un bonifico, anche se il denaro è stato prelevato dal proprio conto.
Money transfer e turisti stranieri: le soglie diverse
Per spedire denaro con un servizio di money transfer, consegnando contanti a un'agenzia perché arrivino a un'altra persona, la soglia è più bassa: 1.000€.
Chi ha una cittadinanza diversa da quella italiana e la residenza fuori dall'Italia può invece pagare in contanti fino a 15.000€ gli acquisti nei negozi, negli alberghi, nei ristoranti e nelle agenzie di viaggio che aderiscono alla deroga per il turismo. Il venditore deve aver mandato una comunicazione preventiva all'Agenzia delle Entrate, copia il passaporto del cliente, gli fa firmare un'autocertificazione su cittadinanza e residenza e versa i contanti sul proprio conto il primo giorno lavorativo successivo. La deroga vale anche per i cittadini degli altri paesi dell'Unione europea che non risiedono in Italia.
Stipendi e pensioni: quando il contante non è ammesso
Dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro non possono pagare lo stipendio in contanti, qualunque sia l'importo. Stipendi e anticipi si pagano con bonifico sull'IBAN del lavoratore, con strumenti di pagamento elettronici, con un assegno o allo sportello della banca o della posta dove il datore ha un conto di tesoreria. Il datore di lavoro che paga in contanti rischia una sanzione da 1.000€ a 5.000€, che l'Ispettorato del lavoro applica per ogni mensilità pagata così. La regola non vale per il lavoro domestico: lo stipendio di colf e badanti si può pagare in contanti entro il limite generale di 5.000€.
L'INPS paga in contanti solo le pensioni con un importo netto mensile fino a 1.000€, contando insieme tutte le prestazioni della stessa persona. Sopra quella cifra la pensione arriva su un conto corrente, un libretto postale o una carta prepagata con IBAN.
Detrazioni del 19%: la spesa va pagata con mezzi tracciabili
Dal 2020 la detrazione Irpef del 19%, che vale per esempio per le spese mediche, spetta solo se la spesa è pagata con bonifico, carta di debito, di credito o prepagata, assegno o un altro sistema tracciabile. Fanno eccezione i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie delle strutture pubbliche o delle strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale, che restano detraibili anche se pagati in contanti. Una visita da un medico privato pagata in contanti, quindi, non si può detrarre.
Le sanzioni per chi supera il limite
Chi paga e chi riceve contanti oltre la soglia commettono entrambi la violazione e rischiano ciascuno una sanzione amministrativa da 1.000€ a 50.000€. Se l'importo trasferito supera i 250.000€, la sanzione è quintuplicata e va da 5.000€ a 250.000€. La sanzione riguarda l'uso del contante: la vendita o il prestito pagati così restano validi.
Le violazioni le segnalano al ministero dell'Economia e delle finanze i soggetti obbligati dalla legge antiriciclaggio, come banche, Poste, notai e commercialisti, quando ne vengono a conoscenza. Il ministero informa anche la Guardia di Finanza e decide la sanzione.
Contanti in viaggio: da 10.000€ serve la dichiarazione
Chi entra in Italia o ne esce con 10.000€ o più in contanti, anche da o verso un altro paese dell'Unione europea, deve dichiararli all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; sotto i 10.000€ il trasporto è libero. Nella soglia contano anche i valori assimilati al contante, come gli assegni al portatore e le monete e i lingotti d'oro. Chi non dichiara rischia il sequestro di una parte della somma oltre la soglia e una sanzione.
Dal 2027 il tetto europeo di 10.000€
Dal 10 luglio 2027 si applica il regolamento europeo antiriciclaggio 2024/1624, che fissa in tutta l'Unione un tetto di 10.000€ ai pagamenti in contanti accettati o fatti da chi vende beni o presta servizi, anche quando il pagamento è diviso in più operazioni collegate. I limiti nazionali più bassi già in vigore restano validi, quindi in Italia continua a valere la soglia di 5.000€. Il tetto europeo non riguarda i pagamenti tra privati che non agiscono per un'attività professionale né i versamenti agli sportelli di banche e istituti di pagamento.
Come pagare una somma sopra la soglia
Per 5.000€ o più servono strumenti tracciabili:
- il bonifico: quello istantaneo arriva in 10 secondi, anche di sabato e di domenica, e per legge non può costare più di quello ordinario, come spiega la guida al bonifico istantaneo; i tempi del bonifico ordinario sono in quanto ci mette un bonifico;
- la carta di debito o di credito, purché l'importo stia nel limite di spesa mensile o giornaliero della carta, il plafond;
- l'assegno bancario o circolare non trasferibile, intestato a chi riceve il pagamento.
Un'auto usata da 7.000€ comprata da un privato si paga con un bonifico istantaneo al momento del passaggio di proprietà o con un assegno circolare. Il contributo dei genitori per la casa o un regalo di nozze da 5.000€ in su passano da un bonifico, e un prestito a un amico fatto con bonifico lascia anche la prova della somma prestata.
Negozi e professionisti devono accettare la carta per qualsiasi importo: chi rifiuta rischia una multa, come spiega la guida all'obbligo del POS.
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