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Di · Fondatore di Cartaly

TAN e TAEG: Cosa Significano e Come Calcolarli

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TAN e TAEG compaiono in ogni contratto di carta di credito, eppure la maggior parte delle persone li ignora o li confonde. Sono due numeri, spesso stampati in piccolo, che determinano quanto ti costa davvero usare il credito della tua carta. Se non li capisci, rischi di pagare centinaia di euro in più senza nemmeno rendertene conto.

In questa guida vediamo cosa significano TAN e TAEG, come funzionano applicati alle carte di credito, e soprattutto come evitare di pagare interessi inutili. Se vuoi approfondire come funziona il limite di spesa della tua carta, leggi anche la nostra guida sul plafond della carta di credito.


Cos’è il TAN (Tasso Annuo Nominale)

Il TAN (Tasso Annuo Nominale) è il tasso di interesse puro sul capitale, mentre il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) include tutti i costi del credito: interessi, canone, bollo e spese. Per confrontare carte di credito, guarda sempre il TAEG: in Italia nel 2026 varia dal 15% al 24% per le carte revolving. Se paghi a saldo, gli interessi sono zero.

Il TAN — Tasso Annuo Nominale — è il tasso di interesse “puro” che l’emittente applica al capitale preso a credito, calcolato su base annua.

In parole semplici: se prendi in prestito 1.000 euro con un TAN del 14%, in un anno paghi 140 euro di interessi (su base semplice, senza compounding). Tuttavia, il TAN non include nessun altro costo: niente canone della carta, niente imposta di bollo, niente spese di gestione.

Ecco perché il TAN, da solo, non ti dice quanto paghi davvero. È un numero incompleto: non considera il canone della carta, l’imposta di bollo (2 euro/mese sugli estratti conto), le spese di gestione del credito e gli eventuali costi di istruttoria.


Cos’è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)

Il TAEG — Tasso Annuo Effettivo Globale — è il costo reale e complessivo del credito. Include tutto: gli interessi (TAN) più tutte le spese accessorie obbligatorie legate al finanziamento.

Il TAEG è stato introdotto dalla normativa europea proprio per dare ai consumatori un indicatore unico e comparabile. Quando confronti due carte di credito o due finanziamenti, il TAEG è l’unico numero che ti dice davvero quale costa di più.

Perché il TAEG è sempre più alto del TAN

Il TAEG parte dal TAN e aggiunge imposta di bollo, canone della carta, spese di gestione e costi di attivazione. Per questo motivo, una carta con TAN al 14% può avere un TAEG che varia dal 15% al 24%, a seconda dei costi aggiuntivi.

La regola d’oro

Quando confronti due carte o due offerte di credito, ignora il TAN e guarda solo il TAEG. Chi pubblicizza un “TAN bassissimo” ma ha un TAEG elevato sta usando una tecnica per far sembrare il costo più basso di quello che è.


Come TAN e TAEG si applicano alle carte di credito

Non tutte le carte di credito funzionano allo stesso modo. Il modo in cui paghi il saldo dell’estratto conto determina se TAN e TAEG ti riguardano oppure no.

Carta a saldo (charge): interessi = zero

Con una carta a saldo (o “charge”), l’intero importo dell’estratto conto viene addebitato in un’unica soluzione sul conto corrente. Se paghi per intero entro la scadenza, TAN e TAEG sono pari a zero: stai solo posticipando il pagamento di qualche settimana, non stai prendendo nulla a prestito.

Carta revolving: qui scattano gli interessi

Con una carta revolving, puoi scegliere di rimborsare solo una parte dell’estratto conto (il “minimo”) e rateizzare il resto. La cifra non pagata resta come debito, e su quel debito si applicano gli interessi.

In Italia, nel 2026, i tassi medi per le carte revolving sono:

IndicatoreRange tipico
TAN12% - 14%
TAEG15% - 24%
Soglia di usura (Banca d’Italia, Q1 2026)23,7%

Il TAEG varia molto in base all’importo del fido: un fido di 1.500 euro avrà un TAEG più alto rispetto a un fido di 5.000 euro, perché i costi fissi (imposta di bollo, canone) incidono di più su un importo minore.

Carte a opzione rateale: il meglio (e il peggio) di entrambi

Alcune carte ti lasciano scegliere: puoi pagare a saldo oppure rateizzare singoli acquisti. In questo caso:

  • Se paghi a saldo: zero interessi
  • Se scegli di rateizzare: si applicano TAN e TAEG

È una flessibilità utile in casi eccezionali, ma pericolosa se diventa un’abitudine.


Esempio pratico: quanto costano davvero gli interessi

Vediamo un esempio concreto per capire la differenza tra pagare a saldo e pagare a rate.

Scenario: acquisto da 1.000 euro

Pagamento a saldo:

VoceImporto
Acquisto€1.000
Interessi€0
Totale pagato€1.000

Paghi esattamente quanto hai speso. Fine della storia.

Pagamento rateale in 12 mesi (TAN 14%, TAEG ~17%):

VoceImporto
Acquisto€1.000
Rata mensile indicativa~€90
Totale rate (12 mesi)~€1.080
Interessi pagati~€80
Imposta di bollo (2€ x 12 mesi)€24
Costo totale effettivo~€1.104

Paghi 104 euro in più per lo stesso identico acquisto. Su un fido più piccolo o con un TAEG più alto (fino al 24%), il costo aggiuntivo può superare i 150 euro.

Il costo nascosto: l’effetto compound

Il vero pericolo del revolving non è il singolo acquisto rateizzato, ma l’accumulo. Se ogni mese aggiungi nuove spese senza aver finito di pagare le precedenti, il debito cresce e con esso gli interessi. È una spirale che può diventare difficile da interrompere.


Perché pagare a saldo è quasi sempre la scelta migliore

Il pagamento a saldo ha un vantaggio insuperabile: azzera il costo degli interessi. Non esiste investimento o strategia finanziaria che ti garantisca un rendimento del 17-24% annuo — che è esattamente quanto “risparmi” non pagando a rate.

Se non riesci a pagare a saldo l’intero estratto conto, è un segnale chiaro: stai spendendo più di quanto puoi permetterti. In quel caso, la soluzione non è rateizzare (che peggiora le cose), ma rivedere le abitudini di spesa.

Puoi usare il nostro calcolatore di risparmio per vedere quanto potresti guadagnare con il cashback — ma ricorda che qualsiasi cashback viene annullato se poi paghi interessi del 15-24% sul debito.


TAN e TAEG delle carte su Cartaly

Non tutte le carte che recensiamo su Cartaly prevedono TAN e TAEG, perché non tutte concedono credito. Ecco la situazione carta per carta.

Carte di debito: TAN e TAEG non si applicano

CartaTipoTAN / TAEGPerché
BBVACarta di debitoNon applicabileSpendi solo il saldo del conto
RevolutCarta di debitoNon applicabileSpendi solo il saldo del conto
N26Carta di debitoNon applicabileSpendi solo il saldo del conto

Con le carte di debito non esiste il concetto di TAN e TAEG: ogni pagamento viene addebitato direttamente sul conto corrente. Niente credito, niente interessi.

Carte di credito American Express: dipende da come paghi

CartaTipoTANTAEGNote
Blu American ExpressCredito revolving14%17-18%TAEG varia in base al fido (da 1.500€ a 10.000€)
Carta Verde AmexCredito a opzione rateale14%19,42%A saldo per default, rateale opzionale
Carta Oro AmexCredito a opzione rateale14%24,19%A saldo per default, rateale opzionale. Fido fino a 15.000€
Carta Platino AmexCarta chargeN/AN/ASolo pagamento a saldo, nessun interesse

Alcuni dettagli importanti:

  • La Blu American Express è l’unica carta Amex su Cartaly che nasce come revolving: puoi scegliere ogni mese se pagare a saldo o a rate. Se paghi sempre a saldo, il costo degli interessi è zero.
  • La Carta Verde e la Carta Oro sono carte a saldo con opzione rateale: il pagamento standard è a saldo (zero interessi), ma puoi attivare la rateizzazione su singoli acquisti. Il TAEG della Carta Oro è più alto (24,19%) perché include il canone più elevato nel calcolo.
  • La Carta Platino è una carta charge pura: paghi sempre a saldo, senza possibilità di rateizzare. TAN e TAEG semplicemente non si applicano.

I segnali d’allarme: quando TAN e TAEG nascondono un problema

Saper leggere TAN e TAEG ti protegge da prodotti costosi mascherati dà offerte convenienti. Ecco i principali segnali d’allarme.

”TAN 0%” ma TAEG alto

Se una carta pubblicizza un TAN dello 0% ma ha un TAEG del 10% o più, significa che i costi nascosti (canone, spese, bollo) sono elevati. Il TAN basso è uno specchietto per le allodole.

TAEG vicino alla soglia di usura

La soglia di usura per le carte revolving nel primo trimestre 2026 è del 23,7%. Se il TAEG della tua carta si avvicina a questa soglia, stai pagando quasi il massimo consentito dalla legge. Esistono alternative migliori.

Rate minime molto basse

Una rata minima bassa (ad esempio il 3% del saldo) sembra comoda, ma allunga enormemente il rimborso e moltiplica gli interessi. Su un debito di 3.000 euro, pagare il minimo del 3% può significare oltre 10 anni per estinguere il debito e migliaia di euro in interessi.


Conclusione: 5 regole pratiche per evitare interessi inutili

  1. Paga sempre a saldo. Se la tua carta lo permette, imposta il pagamento completo automatico. Niente interessi, niente sorprese.
  2. Se devi rateizzare, fallo solo in emergenza e in poche rate. Rateizzare le spese correnti è una trappola.
  3. Confronta sempre il TAEG, mai il TAN. Il TAEG è l’unico numero che ti dice il costo reale.
  4. Non usare il revolving come sostituto del risparmio. Se non hai i soldi per un acquisto, il revolving li prende in prestito a un costo altissimo.
  5. Valuta le carte di debito se il credito non ti serve. Carte come BBVA, Revolut e N26 eliminano il problema alla radice: spendi solo quello che hai.

Se non hai ancora una carta e vuoi capire quale scegliere, la nostra guida su come richiedere una carta di credito ti spiega requisiti, procedura e documenti necessari.


Domande frequenti su TAN e TAEG

Qual è la differenza tra TAN e TAEG?

Il TAN (Tasso Annuo Nominale) è il tasso di interesse puro applicato al capitale, senza includere altri costi. Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) include invece tutti i costi del finanziamento: interessi, imposta di bollo, spese di gestione e canone della carta. Il TAEG è sempre uguale o superiore al TAN ed è l’unico indicatore che ti dice quanto paghi davvero.

Pago interessi se uso la carta di credito a saldo?

No. Se paghi l’intero importo dell’estratto conto entro la scadenza (pagamento a saldo), non paghi alcun interesse. TAN e TAEG si applicano solo se scegli di rateizzare il rimborso (modalità revolving). Le carte charge come la Carta Platino American Express pagano sempre a saldo per definizione.

Quanto si paga di interessi con una carta revolving?

I tassi variano in base all’emittente, ma in Italia nel 2026 il TAN medio per le carte revolving si aggira intorno al 14%, mentre il TAEG effettivo può arrivare al 17-24% a seconda del fido e delle spese accessorie. Su un debito di 1.000 euro rimborsato in 12 rate, il costo complessivo degli interessi e delle spese può superare i 100 euro.

Le carte di debito hanno TAN e TAEG?

No. Le carte di debito come BBVA, Revolut e N26 addebitano le spese direttamente sul saldo del conto corrente, senza concedere credito. Di conseguenza, non prevedono alcun tasso di interesse. Se vuoi evitare completamente il rischio di pagare interessi, le carte di debito sono la scelta più sicura.

Qual è il TAEG massimo legale per le carte revolving in Italia?

La soglia di usura per le carte revolving è fissata periodicamente dalla Banca d’Italia sulla base dei Tassi Effettivi Globali Medi (TEGM) rilevati trimestralmente. Per il primo trimestre 2026 la soglia è del 23,7%. Qualsiasi tasso che superi questo limite è considerato usurario e quindi illegale ai sensi della legge 108/1996.

Conviene pagare a rate con la carta di credito?

Nella stragrande maggioranza dei casi, no. Il pagamento rateale comporta interessi significativi (TAEG anche oltre il 20%) che rendono ogni acquisto più costoso. Il pagamento a saldo è quasi sempre la scelta migliore perché azzera completamente il costo degli interessi. La rateizzazione può avere senso solo per spese impreviste e importanti, a patto di estinguere il debito nel minor numero di rate possibile.

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